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 Escursione nella valle d'Orba - Debriefing - Foto
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Renato
Consigliere 'ad honorem'

241 Posts

Posted - 02/08/2008 :  18:55:06  Show Profile Send Renato a Private Message
Come previsto domenica 27 luglio alle ore 7:45 si parte alla volta della valle d’Orba. Il mezzo prescelto è la mitica Panda 750CL rifornita di tutto punto. Si entra in autostrada ad Arluno e si prosegue direzione Torino dove a Biandrate ci si raccordera’ con l’autostrada dei Trafori direzione Genova – Savona. Velocita’ di crociera sui 110-120 Km/h, cominciamo a pensare che forse era meglio prendere un mezzo un pò più performante, comunque alle 9:50 circa
siamo al casello di uscita di Ovada da dove proseguiamo in direzione Molare –Olbicella. Alle 10:20 circa siamo in prossimità del lago di Ortiglieto, piccolo lago artificiale costituito da uno sbarramento sul torrente Orba e della capacita’ di circa 150.000 mc, alle 10:30 siamo pronti e cominciamo con il guado del torrente Orba, operazione eseguita saltando da un masso ad un altro, dopodiche’ ci incamminiamo verso valle seguendo una vecchia mulattiera che ci conduce ad un pianoro ricoperto da una densa vegetazione. In uno spazio libero da alberi scorgiamo sulla sinistra a mezza costa del Bric Zerbino la vecchia strada che collegava le due dighe e che conduceva alla frazione Olbicella, ci incamminiamo quindi verso il costone per iniziare la salita, ma per fare questa operazione è necessario guadare un piccolo fossato, cosa che viene eseguita con sufficiente facilita’, raggiunto il costone cominciamo a salire e fortunatamente dopo una decina di metri troviamo un vecchio sentiero che seppur abbastanza ripido ci permette di salire in modo relativamente agevole fino alla vecchia strada; una volta sopra pieghiamo verso destra e dopo pochi metri raggiugiamo una fatiscente costruzione che si rivela essere la casa del custode, naturalmente disabitata, la grande diga è quindi molto vicina, ma la folta vegetazione non ci permette di vederla ancora, cosa che invece avviene dopo avere percorso ancora pochi metri verso valle.



Il grande muraglione si fa vedere all’improvviso sbucando tra le acacie ed è davvero impressionante, il punto più alto raggiunge i 47 metri mentre la massima lunghezza sul coronamento è di 200 metri ; i particolari che spiccano sono il tempietto stile Deco dove erano presenti gli organi di manovra della valvola che apriva lo scarico di fondo, lo scarico semiprofondo che in origine era chiuso da una valvola la quale veniva azionata manualmente in caso di bisogno ed i 12 sifoni di scarico superficiale che entravano automaticamente in funzione una volta che il lago a monte aveva raggiunto un determinato livello. La camminata e successiva arrampicata ci ha fatto venire un certo appetito che provvediamo a placare con panini e salame contornati da bibite varie, al Gleno ci eravamo portati circa due litri di liquidi vari a testa che poi si erano rivelati un pò scarsini, qui per andare sul sicuro abbiamo raddoppiato la quantita’ portandoci ben 4 litri a testa, ma poi alla fine si sono dimostrati appena sufficienti, forse anche perche’ qui eravamo solo a circa 300 metri di altezza e la temperatura si aggirava nel pomeriggio sui 28-30 gradi, comunque sembra che l’acqua in ogni caso non sia mai abbastanza ! Dopo essere scesi sul letto abbandonato del torrente Orba ed avere scattato le ultime foto alla diga vista dal lato valle da dove si puo’ vedere molto bene anche il canale di sfioro che veniva attivato in caso di piena quando i soli sifoni e gli altri scarichi non erano sufficienti a contrastare la massa d’acqua in arrivo ( a tal proposito pensate che nonostante gli scarichi aperti il giorno del disastro la diga era sovrastata da una lama d’acqua di 2,5 metri che stramazzava ai piedi del grande muraglione), risaliamo il costone lato Bric Zerbino e ci incomminiamo su quello che è rimasto della vecchia strada



che collegava le due dighe, quella grande che abbiamo visitato, e quella piu’ piccola che non c’è più dato che il fiume l’ha portata via in quel giorno di agosto del 1935 ; la strada è in molti punti franata, ma a piedi è ancora percorribile abbastanza facilmente, facendo però attenzione allo strapiombo di una quarantina di metri che c’è alla nostra destra ; da questa strada è perfettamente visibile il letto abbandonato dal torrente e che una volta era il fondo del grande lago il quale tra le varie ramificazioni si estendeva per 5Km in lunghezza con una larghezza massima di circa 400 metri.



Dopo una ventina di minuti percorsi sotto il sole delle 3 del pomeriggio (!) la strada si interrompe bruscamente e non è piu’ possibile proseguire .



Una cinquantina di metri piu’ sotto e davanti a noi scorre nel suo nuovo letto tra due pareti quasi verticali scavate nella roccia il torrente Orba ; due tronconi di muratura in cemento armato è tutto quello che rimane della diga piccola che costruita sopra la ex sella Zerbino collegava la strada che veniva da Rossiglione con quella per Olbicella.



Alla destra si scorge la collina di Castellunzello la quale presenta una profonda ferita biancastra semicircolare sul lato ad ovest, quello che guarda il fiume ; verrebbe da pensare che puo’ essere stata la mano dell’uomo ma poi leggendo le cronache del tempo si scopre che quando la diga piccola letteralmente esplose sotto la spinta dell’acqua, la violenta ondata che ne segui’ schiaffeggio’ la collina che si trovava proprio davanti asportandone una parte, compresa la cascina che vi era costruita, fortunatamente gli abitanti una volta visto che la diga tracimava avevano deciso nonostante il nubifragio che imperversava di mettersi in salvo arrampicandosi sulla cima ed avendone cosi’ salva la vita... era ora di pranzo, le 13 circa e si narra da quelle parti che in famiglia ci fu una discussione tra chi voleva prima pranzare e poi scappare e chi voleva prima scappare e poi eventualmente tornare a pranzare... prevalsero i secondi, saggezza contadina ?
Ancora oggi, dopo oltre 70 anni, su quel pezzo di collina messo a nudo dalla furia dell’acqua non cresce piu’ nulla , a parte qualche striminzito alberello !
In pochi terribili minuti il torrente Orba, una volta distrutta la diga piccola, erose la sella Zerbino per qualche decina di metri asportando centinaia di miglia di metri cubi di materiale e si costrui un nuovo letto, lasciando cosi’ da parte il vecchio meandro che girava attorno a Bric Zerbino e dove era costruita la diga piu’ grande, la quale immobile ed impassibile aspetta che il fiume ritorni, se mai tornera’ !
Scattate le foto di rito, torniamo indietro sulla vecchia strada verso la diga grande essendo il sentiero che scende nelle sue vicinanze e dopo un’altra mezzora siamo sulla provinciale che porta ad Olbicella dove avevamo posteggiato l’auto.
Poiche’ avevamo terminato le scorte alimentari, invece di tornare a Molare andiamo avanti verso Olbicella dove, trovata una trattoria, ci siamo fermati una mezz’ora allietati da un tagliere di affettati misti e da un paio di birre ; dopo la piacevole sosta decidiamo di continuare l’escursione tra la valle dell’Orba e cosi’ invece di tornare verso Molare – Ovada andiamo avanti verso il Sasselo ; la vecchia provinciale non è molto agevole, se si incrociano due auto bisogna fare molta attenzione ed in alcuni punti si restringe tanto da consentire il passaggio di un solo veicolo; ad una certo punto poi diventa sterrata, ed è qui che ci siamo convinti che avere scelto la vecchia Panda è stata una mossa azzeccata... arriviamo comunque al Sassello dove nella piazza principale vi sostano almeno trecento motociclisti. Pensando ad un motoraduno chiediamo informazioni e veniamo a sapere che è cosi’ tutte le domeniche, sono bikers che vengono da Genova, Savona o Torino per divertirsi a sgasare sulla statale del Sassello che collega Savona con Acqui Terme.
Lasciato il Sassello andiamo verso Acqui Terme e poi verso Alessandria dove entriamo in autostrada, alle 20:30 siamo a casa, stanchi ma soddisfatti per avere trascorso una domenica diversa dalle solite ed in maniera davvero piacevole. Contiamo di tornare a Molare quando gli alberi non avranno piu’ le foglie per meglio essere gratificati di tutti quei particolari che la vegetazione in questo momento davvero lussureggiante non ci ha permesso di apprezzare nel giusto modo.

Altre foto le potete trovare sul mio foto album al seguente indirizzo :

http://fotoalbum.alice.it/renato1954/diga-di-molare/

queste sono solo una parte, ne ho scattate oltre 200, è anche disponibile un filmato di circa un’ora, purtroppo pero’ non è in formato digitale.

E se siete arrivati fino a qui vi piace proprio farvi del male, siete dei masochisti !

Ciao a tutti,

Renè


Edited by - Renato on 14/08/2008 01:19:37

Vega
"Trebinarirossi"

8913 Posts

Posted - 02/08/2008 :  19:02:11  Show Profile  Visit Vega's Homepage Send Vega a Private Message
bhè... che dire se non: figata!


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Quella notte il cielo sembrava voler piangere.
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Stidy
"Sergente"

767 Posts

Posted - 03/08/2008 :  00:37:06  Show Profile  Visit Stidy's Homepage Send Stidy a Private Message
Bel racconto, bel posto.
Quando tornerai spero di poterci essere....
Complimenti!

"Ciò che l'occhio vede e l'orecchio sente, la mente crede"
"Non si muore per la patria... Si muore per le banche!"

www.stidy.com
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