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IMBO
"Ufficiale"
    
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Posted - 26/03/2013 : 08:39:27
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Non lo sapevo, l'ho scoperto oggi:
Nelle Bocche di Cattaro, dove il fiordo si divide dopo il Passo delle Catene, contro la montagna brulla e scoscesa, aggrappato ad una sottile striscia di terra sorge il villaggio di Perasto. Un grumo di case costruite come fortezze, su quello che fu per secoli il confine terrestre tra Dalmazia veneta e le propaggini dell’impero Ottomano.
1700 perastini armavano 100 navi, e per terra mai furono sconfitti dai turchi, e anche per mare non molto spesso.
Infatti Perasto fornì per secoli, i gonfalonieri, il drappello di soldati che difendeva fino all’ultimo, il rosso gonfalone di Venezia, quello con il leone di S. Marco con la spada e la coda ritta, sulle galee e galeazze della Serenissima Repubblica.
Dopo il trattato di Campoformio la piccola città marinara fu ceduta all’Austria, ma i perastini furono, come tradizione, gli ultimi ad arrendersi.
Raccolti in chiesa il loro Capitano della Guardia rese un discorso davanti al Gonfalone, che conteneva la frase rivolta a S. Marco: “Ti co nu, nu co Ti”.
Per poi seppellire, piangendo, sotto l’altare il simbolo della loro fedeltà a quella che era per loro la Patria.
Quella che avevano difeso strenuamente per mare e per terra per quasi 4 secoli.
I due fucilieri di Marina prigionieri in India sono stati anch’essi traditi, ma hanno obbedito, come i perastini, anche se chi oggi rappresenta l’attuale tricolore non meritava tanto. Ma i fucilieri del S. Marco hanno anch’essi per motto “per mare e per terra”, e “ti co nu e nu co ti”, quindi invece di affidarsi ad un avvocato si sono affidati all’onore.
Il loro onore. Non quello di un Ministro della Difesa, un Ammiraglio!!!, che non ha avuto neanche la dignità di dimettersi.
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''A Voi buona fortuna, sotto cielo senza tempesta, su pista con pozzi generosi e senza predoni.'' (Paolo Caccia Dominioni)

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Edited by - IMBO on 26/03/2013 09:20:22 |
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